Come fare per. La psicologia delle soluzioni (troppo) semplici

Entrando in libreria e visitando la sezione dedicata alla psicologia saltano all'occhio le centinaia di manualetti in cui si propongono semplici e pratiche soluzioni praticamente a tutto. I titoli di questi manualetti sono molto simili tra loro e di solito cominciano con "Come fare per". Come fare ad essere felici, come risolvere i conflitti, come liberarsi dal panico, come imparare a dire no, eccetera eccetera. Come se finalmente i segreti del mondo fossero lì, a poche pagine di distanza.

Questi libricini fanno venire in mente il bellissimo "Istruzioni per rendersi infelici" di Watzlawick. Quando lo vidi per la prima volta fui colpito dal titolo e solo dopo avrei capito meglio la potenza della comunicazione paradossale. Era un libro terapeutico, a partire dal titolo. E ce ne sono molti altri, penso ad esempio all'articolo di Kernberg sui 30 modi per distruggere la creatività degli allievi di psicoanalisi (che trovate qui).

 

Lungi dal giudicare il contenuto di tutti gli altri manuali delle soluzioni semplici - ce ne saranno certamente di validissimi - penso che l'abbondanza di questo tipo di libri risponda al bisogno della gente di capire velocemente come risolvere i loro problemi attraverso soluzioni preconfezionate. D'altronde siamo nell'era della rapidità, del tutto e subito, delle possibilità infinite. Per andare in america i nostri nonni ci impiegavano mesi, oggi se hai abbastanza soldi puoi prenotarti un viaggio nello spazio... Cosa ci impedisce di pensare che è possibile superare le nostre paure leggendo un libro? 

 

Leggere questo tipo di libri può essere molto utile, ma solo quando essi sono talmente potenti da stimolare il lettore ad un lavoro su se stesso che porti ad un cambiamento stabile. Ad esempio nel modo di relazionarsi, nel modo di pensare o di comportarsi. Invece pare che questi manuali delle soluzioni semplici facciano credere al lettore che è possibile superare i problemi con poco sforzo, perchè "è semplice se sai come farlo". E' il tempo del "just do it", del "no limits" e del "ti piace vincere facile". Ci illudiamo che è possibile fare tutto con poco sforzo. Ma Patrick de Gayardon, uomo sponsor della Sector di qualche anno fa, si allenava e studiava molto per capire come superare i propri limiti.

 

Questo modo di cercare le soluzioni è molto frequente anche nella psicoterapia. Ogni psicoterapeuta sa bene che quasi sempre i pazienti al primo incontro chiedono cosa devono fare per risolvere il loro problema e quanto tempo ci vorrà. Portano il loro bisogno di soluzioni veloci, forse spinti dal desiderio infantile e inconscio di trovare finalmente un genitore onnipotente e risolutore. Ma naturalmente la psicoterapia non può essere un manuale dalle soluzioni semplici e preconfezionate.