Ipocondria. La paura (non riconosciuta) delle malattia

La parola ipocondria indica un disagio psicologico caratterizzato dalla preoccupazione, infondata dal punto di vista organico e medico, di avere una malattia. Il disturbo viene definito anche Disturbo da ansia di malattia o Disturbo da sintomi somatici dal DSM5, uno dei manuali più utilizzati a livello internazionale per la diagnosi dei disturbi mentali.

L'ipocondria può essere riferita a se stessi o ad altri: non è infrequente che le persone ipocondriache vivano nel timore che anche i propri cari possano essere affetti da patologie importanti. 

Come per ogni aspetto psicologico, il meccanismo alla base dell'ipocondria è molto comune nella popolazione e quello che fa la differenza è la rigidità e l'intensità del suddetto meccanismo. Si pensi, infatti, a quante volte a partire da un sintomo fisico lieve nascono preoccupazioni di varia intensità, che spingono la persona a ritenere che quel sintomo indichi la presenza sottostante di una malattia grave. E' il caso, non infrequente, del mal di testa che viene percepito dalla persona come sintomo di un tumore al cervello. Si comprende come siano in molte le persone che nella vita hanno avuto almeno una volta una preoccupazione di questo tipo, ma la differenza con una persona affetta da Ipocondria è che le preoccupazioni sulla salute sono eccessive, costanti e persistenti, al punto da catturare tutta l'energia del soggetto, che si prodiga per prendersi cura del proprio corpo in maniera irrazionale, ricerca continue rassicurazioni da parte degli altri, si rivolge a centri diagnostici in modo quasi compulsivo, nonostante dagli esami clinici non si evinca mai la presenza di una patologia organica.

Spesso accade che nella storia della persona affetta da ipocondria vi siano pregresse esperienze di malattia, vissute direttamente o indirettamente, ad esempio, da un membro della propria famiglia, che hanno lasciato delle tracce che dovrebbero essere approfondite.

Come per molti casi di disagio psicologico in cui è presente un sintomo psicopatologico, è importante considerare molti aspetti e ricordare che ogni spiegazione lineare (del tipo 1 singola causa = 1 singolo effetto) è sempre parziale. La verità è che tra le molte facce del dado ci sono elementi che riguardano sia la singola persona, che il suo "sistema di relazioni", ovvero la rete di relazioni significative rappresentata dai membri della famiglia, dal partner, dai figli, dal contesto lavorativo e così via.

Come sempre in questo blog, per rendere più chiara la spiegazione ci aiuteremo con un esempio. Immaginiamo una persona affetta da ipocondria. Quale significato può avere il sintomo ipocondriaco se viene letto in base, ad esempio, al ruolo che gioca nella dinamica di coppia? Ad esempio, il paziente riesce, seppure inconsapevolmente, ad avvicinare il partner? Oppure ad allontanarlo? Ottiene maggiori cure dai membri della sua famiglia, riuscendo a sentirsi meno solo? Se quella persona non avesse più paura di essere malata, gli altri continuerebbero a preoccuparsi di lui?

Sono tutti aspetti da tenere in considerazione e che, come si nota, riguardano la vita presente della persona, non soltanto la sua storia passata (già Freud, il padre della psicoanalisi, annoverava l'ipocondria tra quelle che chiamava "nevrosi attuali").

C'è una questione molto importante, senza la quale non si può avviare nessun processo di cura: la persona ipocondriaca è sicura di avere un disturbo organico. Ogni spiegazione medica, ogni radiografia, ogni TAC con esito negativo sarà demolita da una semplice - e corretta - affermazione del paziente: "la macchina si sbaglia, ho veramente un continuo mal di pancia, forse siete voi che non riuscite a capire cos'è!".

Il paziente non vede riconosciuto il suo dolore e la sua preoccupazione, che invece hanno piena legittimità e dignità di esistere. Ma è il suo focus che non è corretto: il paziente vive una sofferenza profonda e reale, solo che non è abbastanza lucido nel vedere le cause di questa sofferenza, che richiederebbero di spostare lo sguardo dal corpo all'animo e ai rapporti interpersonali. Spesso, infatti, accade che sintomo ipocondriaco faccia un po' da difesa, ad esempio, impedendo di prendere realmente consapevolezza di se e della propria vita o di assumere su di se la responsabilità del proprio benessere e della propria esistenza. 

Naturalmente, ogni caso è a se stante e questa veloce disamina non può rendere giustizia alla complessità di un disturbo come l'ipocondria né all'immensa vastità dell'esperienza umana. Ma ciò che è importante sottolineare è che, purtroppo, il vissuto della persona con ipocondria viene spesso banalizzato da un veloce e superficiale "stai bene, non hai niente, non ti fissare". 

Sia le "esagerazioni" del paziente che le "banalizzazioni" dei familiari, non rappresentano risposte adeguate al problema, sono anzi due facce della stessa medaglia. L'ipocondria è di per se un sintomo, segno di un disagio che riguarda solo apparentemente il corpo, ma che è presente e reale e che richiede di essere gestito rivolgendosi ai professionisti della salute mentale

 

Dott. A. Cappabianca - Psicologo Napoli

 

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